Così, come sempre, con una parola mi tocchi laddove il cuore riesce a piangere.
E mi arrabbio - anche se non dovrei - per avergli permesso di distruggerci. Lui che mi ha allontanato da te, che mi ha ferita e che mi ha fatto vedere e sentire cose fino ad allora sconosciute. Lui che mi ha portata via da te.
Ma tu nel mio cuore avrai sempre uno spazio riservato con una porticina chiusa a chiave, per la poesia che hai saputo tirarmi fuori, per la delicatezza di cui sei stato capace, per la rinascita che mi hai saputo dare.
Penso spesso a quel pezzo della mia vita: a quanto è stato bello e intenso, a quanto l'ho atteso e desiderato (o meglio, a quanto ti ho atteso e desiderato), a quanto lentamente ti sei lasciato andare...
E forse ho capito quanto nel tuo cuore mi avevi custodito e protetto, quanto del tuo mondo mi avevi dato e affidato nel momento in cui io decidevo di andare via da te.
Mi dispiace averti ferito, mi dispiace averti dato sofferenza. Non sai quanto. Davvero, non sai quanto.
E' tutto nel mio cuore: la passeggiata sul lago, la corsa in stazione, il bacio nella cucina da finire, le carezze sotto alle fronde dell'abete, la luce della luna fra le vigne, gli sguardi e i sorrisi, le telefonate lunghe ore... le attese estenuanti, gli incastri, i treni, gli abbracci meravigliosi, le parole.
Ci siamo incontrati, avvcinati, presi e poi allontanati ma le nostre esistenze saranno semrpe intrise del tempo che abbiamo vissuto insieme e per quel che mi riguarda, quello con te è stato uno degli spaccati più belli che io ricordo.
Perdonami.
Ti abbraccio, come al solito.
Uno spazio di pensiero: non di semplice narrazione, ma di riflessione a volte anche sofferta, alla ricerca delle parole per dirsi. [cit.]
mercoledì 7 novembre 2012
lunedì 29 ottobre 2012
giovedì 25 ottobre 2012
Sull'espressione/non espressione dell'amore
Non è dell'amore che bisogna vergognarsi.
E non si chiama pudore quello strano sentimento che impedisce di esprimere quel che si ha dentro.
Si chiama paura.
Le cose di cui vergognarsi sono altre, di certo non l'amore.
Magari l'ignoranza, l'arroganza, la boria, il senitrsi superiori agli altri (il più delle volte perchè si ha possesso di più cose, di più denaro), l'egoismo, la superficialità... forse sono queste cose quelle da nascondere o da contenere, tenere dentro, non mostrare.
Ma i baci, le carezze, le parole dolci, gli abbracci, gli sguardi non vanno mai mai mai mai risparmiati! Mai!
Non c'è cosa più meravigliosa di un cuore umano in grado di amare.
Non c'è cosa più meravigliosa di una bocca in grado di dire poesia del suo amore.
Arido colui che muto sta dinanzi al suo amore,
come morto il suo cuore sopravvive
ma non pulsa.
Provo tristezza per chi è sordo di fronte all'amore e si trattiene, si lega a se stesso senza lasciarsi amare profondamente, visceralmente e così a sua volta non ama, non del tutto, non intimamente, ma soltanto in superficie, quel tanto che basta per non sentirsi troppo solo.
Essere freddi, secchi, indifferenti, sterili questo è il vero omicidio degli altri, di sè.
E non si chiama pudore quello strano sentimento che impedisce di esprimere quel che si ha dentro.
Si chiama paura.
Le cose di cui vergognarsi sono altre, di certo non l'amore.
Magari l'ignoranza, l'arroganza, la boria, il senitrsi superiori agli altri (il più delle volte perchè si ha possesso di più cose, di più denaro), l'egoismo, la superficialità... forse sono queste cose quelle da nascondere o da contenere, tenere dentro, non mostrare.
Ma i baci, le carezze, le parole dolci, gli abbracci, gli sguardi non vanno mai mai mai mai risparmiati! Mai!
Non c'è cosa più meravigliosa di un cuore umano in grado di amare.
Non c'è cosa più meravigliosa di una bocca in grado di dire poesia del suo amore.
Arido colui che muto sta dinanzi al suo amore,
come morto il suo cuore sopravvive
ma non pulsa.
Provo tristezza per chi è sordo di fronte all'amore e si trattiene, si lega a se stesso senza lasciarsi amare profondamente, visceralmente e così a sua volta non ama, non del tutto, non intimamente, ma soltanto in superficie, quel tanto che basta per non sentirsi troppo solo.
Essere freddi, secchi, indifferenti, sterili questo è il vero omicidio degli altri, di sè.
martedì 23 ottobre 2012
Un momento -
...è stato bellissimo, dopo quasi un anno, senitrsi chiedere scusa con la consapevolezza di aver sbagliato, con il cuore sincero di sempre, con i limiti che ogni essere umano ha.
Peccato non aver visto gli occhi, in quel momento: sicuramente trasparenti, come sempre.
Un arrivo che è una nuova partenza, per me.
Peccato non aver visto gli occhi, in quel momento: sicuramente trasparenti, come sempre.
Un arrivo che è una nuova partenza, per me.
domenica 14 ottobre 2012
Goccie
Il temporale mi affascina sempre.
Il rumore della pioggia che scontra sulle persiane, le foglie degli alberi scosse dalle piccole goccioline...
Tutto sembra essersi messo al riparo, o così mi piace pensare.
L'acqua che tutto bagna e tutto lava.
In questa notte buia in cui tu non ci sei vicino a me, ma dentro al mio cuore si.
Il rumore della pioggia che scontra sulle persiane, le foglie degli alberi scosse dalle piccole goccioline...
Tutto sembra essersi messo al riparo, o così mi piace pensare.
L'acqua che tutto bagna e tutto lava.
In questa notte buia in cui tu non ci sei vicino a me, ma dentro al mio cuore si.
sabato 13 ottobre 2012
In questo giorno
E' la solitudine ad uccidere l'essere umano. Prima ancora che la malattia.
Esistono due paure fondamentali:
* quella del vuoto
* quella dell'ignoto
La solitudine parla della prima.
Ed io la sto toccando con le mie mani.
Come fossi in una stanza buia, con una piccola candela tra le mani: adesso mi muovo con lentezza, avanzo sospettosa ma decisa nel raggiungere la maniglia e girarla, per uscirne.
Piano piano.
Esistono due paure fondamentali:
* quella del vuoto
* quella dell'ignoto
La solitudine parla della prima.
Ed io la sto toccando con le mie mani.
Come fossi in una stanza buia, con una piccola candela tra le mani: adesso mi muovo con lentezza, avanzo sospettosa ma decisa nel raggiungere la maniglia e girarla, per uscirne.
Piano piano.
mercoledì 10 ottobre 2012
Piangendo
... continuo ad innamorarmi, ogni volta che guardo Autumn in New York mi re-innamoro della Vita, dell'Amore, dello splendido legame che può nascere tra due persone che hanno la voglia e il coraggio di darsi reciprocamente.
Meravigliosa, semplicemente meravigliosa l'esistenza umana.
Meravigliosa, semplicemente meravigliosa l'esistenza umana.
sabato 6 ottobre 2012
Riflessi
Mi guardo: sono in bagno, in piedi davanti allo specchio fissato dietro al lavandino.
Mi vedo: rischiarata dalla luce calda del tardo pomeriggio di una giornata di inizio autunno.
Mi guardo, mi vedo, mi trovo. Mi ri-trovo.
Nuda, il mio corpo di donna, femmina nei contorni, rosea, con forme lineari, rotonde, accoglienti.
I capelli sciolti mi cadono sulle spalle, non posso che osservare anche loro: riccioli senza regole, scuri, resi opachi dalla tensione di questo ultimo periodo, ma pur sempre tanti, vaporosi, folti, liberi.
Sono frangenti di istanti quelli in cui, con lo sguardo, mi accorgo di me, della mia fisicità, della mia essenza femminea sempre coperta da abiti che di femminile hanno poco. E quando arrivano, quegli istanti, mi folgorano di una consapevolezza che mi lascia senza parole, allibita dinanzi a cotanta realtà nascosta, dimenticata, celata, s-considerata.
Una realtà che mi appartiene, che mi è parte fondamentale.
Mi vedo: rischiarata dalla luce calda del tardo pomeriggio di una giornata di inizio autunno.
Mi guardo, mi vedo, mi trovo. Mi ri-trovo.
Nuda, il mio corpo di donna, femmina nei contorni, rosea, con forme lineari, rotonde, accoglienti.
I capelli sciolti mi cadono sulle spalle, non posso che osservare anche loro: riccioli senza regole, scuri, resi opachi dalla tensione di questo ultimo periodo, ma pur sempre tanti, vaporosi, folti, liberi.
Sono frangenti di istanti quelli in cui, con lo sguardo, mi accorgo di me, della mia fisicità, della mia essenza femminea sempre coperta da abiti che di femminile hanno poco. E quando arrivano, quegli istanti, mi folgorano di una consapevolezza che mi lascia senza parole, allibita dinanzi a cotanta realtà nascosta, dimenticata, celata, s-considerata.
Una realtà che mi appartiene, che mi è parte fondamentale.
giovedì 4 ottobre 2012
Ieri sera, prima di chiudere la luce
Scopro il desiderio, la sete di scrivere, per tirare fuori, estrarre da dentro me l'intruglio di emozioni, ricordi, desideri che mi abita.
Mi rendo conto che da troppo tempo non lo faccio e non va bene.
Il quaderno sempre pronto, a portata di mano, a volte soltanto di sguardo: ma c'è, è lì a rassicurarmi, ad aspettarmi. Vigile e disponibile ad accogliere i miei umori, le mie paure, le mie esitazioni.
Per ascoltarmi, semplicemente.
Sono fortunata perchè ho un luogo dove posso non nascondere nulla, dove posso liberamente aprire il mio mondo, i miei infiniti mondi.
Mi rendo conto che da troppo tempo non lo faccio e non va bene.
Il quaderno sempre pronto, a portata di mano, a volte soltanto di sguardo: ma c'è, è lì a rassicurarmi, ad aspettarmi. Vigile e disponibile ad accogliere i miei umori, le mie paure, le mie esitazioni.
Per ascoltarmi, semplicemente.
Sono fortunata perchè ho un luogo dove posso non nascondere nulla, dove posso liberamente aprire il mio mondo, i miei infiniti mondi.
lunedì 24 settembre 2012
Esattamente -
Mi sentivo ed ero un libro con righe chiare di parole sensibili e taglienti, nessuno sapeva intravedere le complessità, si pungevano e basta; sono sempre stata e mi son sempre sentita come un libro aperto, circondato da analfabeti.
Sylvia Plath
Sylvia Plath
domenica 23 settembre 2012
In una domenica di pioggia
Piccola -
Indifesa -
Vulnerabile -
Così mi sento.
Fragile come una foglia attaccata ad un ramo nel mese di ottobre.
Impaurita come un bambino solo in una stanza buia.
Spaventata come chi si sente minacciato.
Come un albero battuto dal vento e dalla pioggia che si sente strattonato, spinto, scosso e che al cessare del temporale torna a incastrare ancora di più le sue radici nella terra, così io sarò ancora più forte e decisa di prima, senza aspettare che qualcuno mi dia la protezione che devo essere in grado di costruirmi da me stessa per me stessa.
Indifesa -
Vulnerabile -
Così mi sento.
Fragile come una foglia attaccata ad un ramo nel mese di ottobre.
Impaurita come un bambino solo in una stanza buia.
Spaventata come chi si sente minacciato.
Come un albero battuto dal vento e dalla pioggia che si sente strattonato, spinto, scosso e che al cessare del temporale torna a incastrare ancora di più le sue radici nella terra, così io sarò ancora più forte e decisa di prima, senza aspettare che qualcuno mi dia la protezione che devo essere in grado di costruirmi da me stessa per me stessa.
giovedì 13 settembre 2012
Consapevolezze
I miei nonni: esempio di amore e umanità.
I miei genitori: lanterne di luce nelle difficoltà.
Una grande fortuna riconoscere questa fortuna -
I miei genitori: lanterne di luce nelle difficoltà.
Una grande fortuna riconoscere questa fortuna -
giovedì 6 settembre 2012
Parole che
mi viene voglia di scrivere infinte volte su infiniti fogli, per non correre mai il rischio di dimenticarmele:
"Un'anima piena e potente non solo supera dolorose e persino terribili perdite, privazioni, spoliazioni e derisioni, ma anche esce da tali infami cose con maggior pienezza e potenza".
F. Nietzsche in Frammenti postumi 1885-1887
"Un'anima piena e potente non solo supera dolorose e persino terribili perdite, privazioni, spoliazioni e derisioni, ma anche esce da tali infami cose con maggior pienezza e potenza".
F. Nietzsche in Frammenti postumi 1885-1887
martedì 4 settembre 2012
Questo istante
Il rumore della pioggia che cade mi avvolge in un abbraccio che vorrei più caldo e silenzioso.
Mi accontento della malinconia e aspetto di sentire di nuovo il cuore pulsare - domani, magari.
Nel buio del viso nascosto sul tuo petto, quasi a voler origliare il battito della vita che sei.
Dolce notte, buonanotte - in un respiro un attimo.
Mi accontento della malinconia e aspetto di sentire di nuovo il cuore pulsare - domani, magari.
Nel buio del viso nascosto sul tuo petto, quasi a voler origliare il battito della vita che sei.
Dolce notte, buonanotte - in un respiro un attimo.
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