Trenta giorni, da adesso. Da ieri sera.
Trenta giorni per imparare ad accettarmi, ad accogliermi.
Trenta giorni per trovare il coraggio di amare il mio passato, i miei errori, il mio karma.
Trenta giorni per crescere e andare avanti, oltre, laggiù.
Trenta giorni per smettere di arrabbiarmi e dare più peso al cuore.
Perchè le briciole, nella pancia del mio cuore, si perdono.
Uno spazio di pensiero: non di semplice narrazione, ma di riflessione a volte anche sofferta, alla ricerca delle parole per dirsi. [cit.]
mercoledì 18 aprile 2012
lunedì 16 aprile 2012
mercoledì 11 aprile 2012
--- sulla lettura
Leggere significa acquistare consapevolezza di se stessi, vivere con più pienezza la vita della nostra mente. Nei libri, per questo, noi troviamo una fonte di esperienze vitali, che non sopporta surrogati. La parola letta non è uno spettacolo che può essere seguito distrattamente, parlando d'altro. Leggere è una attività che ci impegna, che mobilita le nostre risorse interne, che esige il nostro giudizio intimo. Leggere è razionalizzare, criticare, costruire. Nei libri noi incontriamo le sterminate riserve dell'immaginazione. E non parlo solo delle grandi opere di poesia o di narrativa in cui uomini di ogni tempo hanno dato voce e sentimenti relativamente senza tempo, a dolori di sempre, a speranze non ancora realizzate.
G. Rodari
G. Rodari
martedì 10 aprile 2012
sabato 7 aprile 2012
06042012
"Voi... voi femmine... avete il cuore caldo... perchè c'è la tetta..."
"Ah si?"
"Si... e poi quando il cuore esplode tutti i suoi pezzettini non vanno via perchè finiscono dentro la tetta..."
[Francesco, 7 anni]
"Ah si?"
"Si... e poi quando il cuore esplode tutti i suoi pezzettini non vanno via perchè finiscono dentro la tetta..."
[Francesco, 7 anni]
giovedì 5 aprile 2012
05042012
Chissà se quando la mia assenza sostiuirà la mia presenza qualcuno si renderà conto di quel che ha perso.
Chissà.
Non è il tempo insieme che voglio elemosinare, tantomeno il desiderio di me.
E se sono nella condizione di doverlo fare vuol dire che la mia strada e la tua non sono la stessa.
Chissà.
Non è il tempo insieme che voglio elemosinare, tantomeno il desiderio di me.
E se sono nella condizione di doverlo fare vuol dire che la mia strada e la tua non sono la stessa.
domenica 25 marzo 2012
Frammenti
Frammenti di tempo, di spazio.
Frammenti di me. Di relazioni spezzate malamente, che, come pane secco, si frantumano lasciandosi dietro parole, delusioni, emozioni. Briciole di.
Frammenti di baci affrettati, rincorsi, aspettati, dati, presi.
Frammenti di attenzione, ritagli di poesia, pezzi di lacrime pudiche.
Frammenti di ricordi, di profumi e istanti.
Frammenti di inferno e paura, di tristezza e rabbia.
Frammenti di una bambina dimenticata.
Frammenti di un passato ancora vivo - qui.
Frammenti di un giorno lento in divenire.
Briciole che non bastano a saziarmi.
Frammenti di me. Di relazioni spezzate malamente, che, come pane secco, si frantumano lasciandosi dietro parole, delusioni, emozioni. Briciole di.
Frammenti di baci affrettati, rincorsi, aspettati, dati, presi.
Frammenti di attenzione, ritagli di poesia, pezzi di lacrime pudiche.
Frammenti di ricordi, di profumi e istanti.
Frammenti di inferno e paura, di tristezza e rabbia.
Frammenti di una bambina dimenticata.
Frammenti di un passato ancora vivo - qui.
Frammenti di un giorno lento in divenire.
Briciole che non bastano a saziarmi.
Parole
Toccami ancora e negli occhi cercami.
Trovami negli spazi bui del tuo mondo, nelle stanze soleggiate del tuo ricordo e tra i sentimenti tuoi più belli custodiscimi.
Riparami dal vuoto, dal certo, dall'ignoto.
Cullami con le mani nel cuore, il viso sul petto.
E sulla pelle che ci contiene passa le tue mani calde, sicure, grandi, a volte spaventate.
Rendi più viva la mia vita, più luminoso il sole nel mio cuore, più grande il mio pensiero.
Tienimi con te, stretta, vicina, addosso, dentro.
Non lasciarmi andare.
Per non perdermi, per non perderti.
Perchè troppo grande sarebbe la tristezza, troppo profonda la voragine, troppo acuta la vertigine senza te.
Trovami negli spazi bui del tuo mondo, nelle stanze soleggiate del tuo ricordo e tra i sentimenti tuoi più belli custodiscimi.
Riparami dal vuoto, dal certo, dall'ignoto.
Cullami con le mani nel cuore, il viso sul petto.
E sulla pelle che ci contiene passa le tue mani calde, sicure, grandi, a volte spaventate.
Rendi più viva la mia vita, più luminoso il sole nel mio cuore, più grande il mio pensiero.
Tienimi con te, stretta, vicina, addosso, dentro.
Non lasciarmi andare.
Per non perdermi, per non perderti.
Perchè troppo grande sarebbe la tristezza, troppo profonda la voragine, troppo acuta la vertigine senza te.
venerdì 23 marzo 2012
C.
...quanto amore sento dentro... quanta Vita... e felicità, per esserti vicina, dentro.
Nonostante le resistenze che ci sono da entrambe le parti è splendido comunque viverti.
Grazie, di cuore, dal cuore.
tua
Nonostante le resistenze che ci sono da entrambe le parti è splendido comunque viverti.
Grazie, di cuore, dal cuore.
tua
lunedì 27 febbraio 2012
27 febbraio 2012 - aspettando la primavera
E' la mia fragilità che mi fa paura.
Il mio istinto distorto, malato che si fa beffa di me e mi spinge ad isolarmi, ad allontanarmi dal mondo, da me stessa, dall'aiuto di cui ho dannatamente bisogno.
E' il senso di remissione, dissolvenza, sparizione a farmi una paura fottuta.
Vorrei essere capace di arrabbiarmi. Vorrei riuscire a gridare che così non mi piace, che così non va bene per me. E invece taccio, piango - di nascosto -, mi lecco le ferite al buio, in un angolino, rigorosamente da sola.
Vedere tutto questo scopre ancora di più la mia sensibilità, la mia debolezza - per farmi sentire il freddo della solitudine, per farmi vedere il buio della tristezza. La mia solitudine. La mia tristezza.
Ma voglio parlarti, voglio condividere, voglio aprirmi - voglio combattere la paura di non essere accettata, o meglio, voglio combattere la paura che mi fa il mio essere così imperfetta e dunque il non essere accettata a causa di questa.
E se poi penserai di non riuscire ad accettare sarà una scelta tua, io avrò deciso di mostrarmi per quella che sono e tu avrai deciso se continuare a starmi accanto o se invertire il senso di marcia.
Ciascuno responsabile per se stesso.
Non è facile. Le lacrime si affacciano così facilmente e velocemente al viso che spesso non riesco a ricacciarle dentro; così le sento calde rigarmi il viso... mi sembrano la materializzazione del dolore, della sofferenza - come sangue che sgorga da una ferita.
Il mio istinto distorto, malato che si fa beffa di me e mi spinge ad isolarmi, ad allontanarmi dal mondo, da me stessa, dall'aiuto di cui ho dannatamente bisogno.
E' il senso di remissione, dissolvenza, sparizione a farmi una paura fottuta.
Vorrei essere capace di arrabbiarmi. Vorrei riuscire a gridare che così non mi piace, che così non va bene per me. E invece taccio, piango - di nascosto -, mi lecco le ferite al buio, in un angolino, rigorosamente da sola.
Vedere tutto questo scopre ancora di più la mia sensibilità, la mia debolezza - per farmi sentire il freddo della solitudine, per farmi vedere il buio della tristezza. La mia solitudine. La mia tristezza.
Ma voglio parlarti, voglio condividere, voglio aprirmi - voglio combattere la paura di non essere accettata, o meglio, voglio combattere la paura che mi fa il mio essere così imperfetta e dunque il non essere accettata a causa di questa.
E se poi penserai di non riuscire ad accettare sarà una scelta tua, io avrò deciso di mostrarmi per quella che sono e tu avrai deciso se continuare a starmi accanto o se invertire il senso di marcia.
Ciascuno responsabile per se stesso.
Non è facile. Le lacrime si affacciano così facilmente e velocemente al viso che spesso non riesco a ricacciarle dentro; così le sento calde rigarmi il viso... mi sembrano la materializzazione del dolore, della sofferenza - come sangue che sgorga da una ferita.
venerdì 30 settembre 2011
M. Aime ---
Luce che non fa ombra. E' così quando la terra è avvolta dall'harmattan. Il vento molle solleva silenziosa la sabbia fine. Un alito appena accennato, impercettibile. La polvere appanna il mondo. Tutto perde nitidezza, i bordi diventano smorti, i confini meno netti, le figure opache. Una leggera confusione che lascia spazio all'immaginazione, alla speranza, a una nuova visione.
Soffiasse sempre, ovunque, quel vento di polvere ad attutire, ad ammorbidire le frontiere tra le cose, tra gli uomini, delle menti e degli occhi.
Soffiasse sempre, ovunque, quel vento di polvere ad attutire, ad ammorbidire le frontiere tra le cose, tra gli uomini, delle menti e degli occhi.
martedì 14 giugno 2011
Emozioni inattese
Non credevo che sarei potuta arrivare a piangere leggendo un libro indicato nel programma di un corso universitario. Non credevo che situazioni - fortunatamente - a me sconosciute potessero toccarmi così nel profondo. Non credevo che sarei riuscita a lasciarmi prendere così tanto, così visceralmente da segni neri stampati su pagine bianche.
E invece è accaduto: ho pianto, ho pianto leggendo pagine che raccontano storie di vita di persone così umanamente ricche, così profondamente grandi, così meravigliosamente sensibili; ho pianto scoprendo la Buddità di uomini e donne straordinari che convivono - vivono - esistono con gravi deficit fisico-motori; ho pianto perchè quelle parole scritte da persone eccezionali mi hanno dato la misura (qualora ce ne fosse bisogno) di quanto sono fotunata, infinitamente fortunata perchè posso comunicare, percepire, vedere, sentire, ascoltare, guardare, riflettere, camminare, giocare, ridere, viaggiare in libertà e autonomia.
Grazie a tutte quelle persone che mi hanno dato modo di sentire e vivere il valore immenso ed incommensurabile della Vita.
E invece è accaduto: ho pianto, ho pianto leggendo pagine che raccontano storie di vita di persone così umanamente ricche, così profondamente grandi, così meravigliosamente sensibili; ho pianto scoprendo la Buddità di uomini e donne straordinari che convivono - vivono - esistono con gravi deficit fisico-motori; ho pianto perchè quelle parole scritte da persone eccezionali mi hanno dato la misura (qualora ce ne fosse bisogno) di quanto sono fotunata, infinitamente fortunata perchè posso comunicare, percepire, vedere, sentire, ascoltare, guardare, riflettere, camminare, giocare, ridere, viaggiare in libertà e autonomia.
Grazie a tutte quelle persone che mi hanno dato modo di sentire e vivere il valore immenso ed incommensurabile della Vita.
venerdì 10 giugno 2011
Desiderio
Potessi essere la pioggia
che senza nulla chiedere
con dolcezza
scivola sulle tue palpebre,
lentamente corre sulle tue mani,
tra i tuoi capelli
e impertinente giunge tra i solchi della tua schiena.
Potessi essere la pioggia
che silenziosa
ti avvolge,
ti bacia,
ti accarezza,
ti bagna
e ti accompagna.
Potessi essere la pioggia
ora sarei
lì dove il tuo sguardo sta guardando,
lì dove i tuoi passi stanno andando,
lì dove le tue mani stanno facendo,
lì dove il tuo cuore sta pulsando.
Vita mia nuova, grande, infinitamente densa e intensa.
Tu.
che senza nulla chiedere
con dolcezza
scivola sulle tue palpebre,
lentamente corre sulle tue mani,
tra i tuoi capelli
e impertinente giunge tra i solchi della tua schiena.
Potessi essere la pioggia
che silenziosa
ti avvolge,
ti bacia,
ti accarezza,
ti bagna
e ti accompagna.
Potessi essere la pioggia
ora sarei
lì dove il tuo sguardo sta guardando,
lì dove i tuoi passi stanno andando,
lì dove le tue mani stanno facendo,
lì dove il tuo cuore sta pulsando.
Vita mia nuova, grande, infinitamente densa e intensa.
Tu.
giovedì 26 maggio 2011
26 maggio, oggi, adesso
Tristezza. Rabbia. Sconforto. Amarezza. Delusione.
Pianto imminente incapace di fuoriuscire.
Chiusura. Fuga. Silenzio.
Pianto imminente incapace di fuoriuscire.
Chiusura. Fuga. Silenzio.
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